Per San Valentino 'nduja, pistacchi e tartufi: ecco i cibi dell'amore

Coldiretti pubblica la lista degli alimenti considerati 'elisir naturali' e rigorosamente made in Italy: "Non c'è bisogno di affidarsi a spezie esotiche"

Foto di Christine Sponchia da Pixabay

Cosa portare a tavola per la cena di San Valentino, per soddisfare il palato, ma anche aiutare per il dopo-pasto? Secondo Coldiretti, le alternative sono tante, ma tra i prodotti più adatti a svolgere il ruolo di 'elisir naturali' dell'amore ci sono la 'nduja, i pistacchi, il finocchietto selvatico, ma anche il tartufo, lo zafferano e il miele. Tutti rigorosamente made in Italy, sottolinea l'organizzazione degli agricoltori, che invita a diffidare dalle spezie esotiche. 

Per Coldiretti, sono molti i prodotti naturali per i quali la ricerca scientifica ha confermato proprietà afrodisiache. C'è il pistacchio di Bronte, per esempio, considerato un cibo dell'amore per l'abbondante presenza di antiossidanti e l'elevato contenuto di arginina, aminoacido che aiuta a preservare la flessibilità delle arterie e a migliorare il flusso sanguigno.

Per i più coraggiosi c'è l'aglio, i cui effetti stimolanti sono conosciuti fin dai tempi dei romani. Cosi' come è noto da tempo che il peperoncino è un potente afrodisiaco per l'effetto vasodilatatorio sulla circolazione periferica e anche la 'nduja grazie al sapiente mix di carne e peperoncino. Un elisir d'amore che favorisce anche la digestione è lo zafferano prodotto dagli stimmi essiccati dei fiori di 'crocus sativus' mentre i pinoli, che nella credenza popolare sono propiziatori di fertilità, hanno notevole contenuto di zinco, minerale utile per i livelli di testosterone. Il finocchietto selvatico, invece, ha un effetto equilibrante sui livelli ormonali femminili.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Coldiretti ricorda anche come San Valentino sia una giornata molto amata dagli agricoltori e dal settore alimentare: i 2/3 dei regali provengono proprio dai campi e dall'industria del cibo, secondo un sondaggio della stessa organizzazione. Quasi quattro italiani su dieci (il 37%) regala infatti fiori, il 30% cioccolatini o altri dolciumi. A seguire vestiti, abbigliamento o accessori (25%) e gioielli o altri oggetti di valore (8%).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, niente caffè e meno pasta per gli italiani se si bloccano le importazioni

  • Cibo e coronavirus, 6 falsi miti su cui fare chiarezza

  • L'appello dei braccianti immigrati: “Raccogliamo il vostro cibo ma abbiamo fame”

  • Coronavirus, aumentano le pressioni sull'Oms: “Chiuda i mercati di animali selvatici”

  • "Tutti cercano stagionali, noi non abbiamo più niente da raccogliere"

  • In arrivo il via libera al consumo di insetti in Europa

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento