Il 20% di frutta e verdura in Italia raccolta da migranti sfruttati, nel sud l'80%

Lo afferma uno rapporto di un centro studi francese. La ministra dell'Agricoltura Bellanova: “In un mese il piano per la lotta al capolarato”

Buona parte della frutta e verdura che arriva sulle nostre tavole è stata raccolta da immigrati che lavorano sfruttati dai caporali. Secondo le stime raccolte dal Demeter 2020, rapporto annuale pubblicato dal centro studi geopolitici francese Iris, che contiene analisi dal taglio geopolitico sull'agricoltura nel mondo, nel nostro Paese i migranti che lavorano come manodopera illegale nel settore sono circa il 20% del totale, percentuale che salirebbe all'80% nelle regioni meridionali.

Condizioni di lavoro terribili

Questi braccianti sono quotidianamente sottoposti a ritmi di lavoro sfiancanti di 10-12 ore al giorno, quasi sempre in nero, in condizioni atmosferiche e climatiche usuranti, senza riposo settimanale.

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Il piano del governo

Per combattere il fenomeno dovrebbe essere predisposto dal governo il piano per il contrasto al caporalato. Ad auspicarlo è la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova intervistata da Giovanni Minoli su Rai Radio1 a 'Il Mix delle 5'. "Vorrei tornare tra un mese per dire che lo abbiamo presentato" ha detto Bellanova a proposito del piano triennale che sta mettendo a punto insieme alle ministre del Lavoro e dell'Interno. "Stiamo lavorando con le ministre Lamorgese e Catalfo - ha precisato - per attrezzare un piano triennale per contrastare il caporalato, che significa dotare i lavoratori di un mezzo di trasporto e di mettere le imprese e i lavoratori nella condizione di incrociare su una piattaforma informatica domanda e offerta di lavoro e di mettere in piedi un sistema degli alloggi, perché nel nostro paese tanti cittadini immigrati sono lavoratori quando lavorano e i campi e poi non li riconosciamo come cittadini quando escono dai campi".

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