Trump 'salva' il Grana padano: niente aumento dei dazi sui prodotti made in Italy

Gli Stati Uniti hanno deciso di non innalzare le tariffe sui beni agroalimentari importati dall'Ue. Per il settore italiano del food il mercato statunitense vale 4,5 miliardi di euro l’anno

Il presidente Usa Donald Trump

Alla fine, non ci saranno i tanto temuti nuovi dazi Usa sui prodotti agroalimentari importati dell'Italia, come il Grana padano o il Parmigiano reggiano. Il presidente Donald Trump ha infatti deciso di lasciare invariate le tariffe già in vigore sulle importazioni dall'Ue dopo che nei mesi scorsi, nel quadro del contenzioso sugli aiuti pubblici da parte di Bruxelles al consorzio aerospaziale Airbus, aveva minacciato la scure su una serie di prodotti, tra cui diversi pezzi forti del cibo made in Italy. 

“Abbiamo evitato ulteriori e gravi problemi per le nostre produzioni - dice con soddisfazione il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - Va ricordato che è stata in discussione nelle scorse settimane la possibilità di applicare i dazi su circa 2 miliardi di euro di prodotti agroalimentari in arrivo dall’Italia, vini compresi. Scampato pericolo, dunque, ma solo per il momento - ha aggiunto Giansanti - L’amministrazione Usa ha infatti precisato che la decisione potrà essere rivista, in funzione degli sviluppi del contenzioso con la Ue sui sussidi pubblici” all'industria aerospaziale.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le esportazioni del made in Italy agroalimentare sul mercato statunitense ammontano a 4,5 miliardi di euro l’anno. Si tratta del primo mercato di sbocco fuori dalla Ue e il terzo in assoluto. Circa la metà dell’export di settore è assicurata da vini, pasta e olio d’oliva. Per i vini, in particolare, le esportazioni verso gli Usa si sono attestate a 1,3 miliardi di euro nel periodo gennaio-ottobre 2019, con una crescita di oltre il 4% sullo stesso periodo del 2018. Un business che potrebbe essere ancora più elevato se Washington riducesse i dazi su formaggi, salumi, agrumi e liquori, "che sono pari al 25% del valore", spiega Confagricoltura: “Come sosteniamo da tempo, occorre avviare un negoziato diretto con gli Usa per raggiungere un nuovo accordo commerciale, che metta fine alle tensioni in atto”, conclude Giansanti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, niente caffè e meno pasta per gli italiani se si bloccano le importazioni

  • Cibo e coronavirus, 6 falsi miti su cui fare chiarezza

  • L'appello dei braccianti immigrati: “Raccogliamo il vostro cibo ma abbiamo fame”

  • Coronavirus, aumentano le pressioni sull'Oms: “Chiuda i mercati di animali selvatici”

  • "Tutti cercano stagionali, noi non abbiamo più niente da raccogliere"

  • In arrivo il via libera al consumo di insetti in Europa

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento