Ue 'salva' il riso cambogiano, l'Italia protesta

La Commissione europea ha deciso di non elevare dazi sulle importazioni del cereale, mentre per altri prodotti, come lo zucchero, ha ripristinato le tariffe. Confragricoltura: "Decisione incomprensibile"

Il riso dalla Cambogia rischia di tornare a essere importato a dazio zero, nonostante le proteste dei produttori italiani. La Commissione europea ha infatti proposto una lista di prodotti su cui sospendere le tariffe agevolate in vigore con il Paese asiatico, tra cui alcuni prodotti di abbigliamento e calzature, tutti gli articoli da viaggio e lo zucchero. Ma tra questi non figura il riso, di cui la Cambogia è uno dei principali esportatori sul mercato Ue. 

La decisione di Bruxelles sul ritiro di alcune agevolazioni è nata in seguito all'accertamento dei mancati progressi da parte del Paese sul tema dei diritti umani. Nonostante questo, Bruxelles ha preferito non allargare la lista dei prodotti colpiti dai dazi per non danneggiare eccessivamente la popolazione cambogiana. Sul riso, la Commissione ha specificato di averlo escluso perché coperto dalle clausole di salvaguardia volute anche dall'Italia lo scorso anno. Una giustificazione che pero' non è stata gradita dal nostro settore, che è il maggiore produttore europeo di riso.

"L'esclusione del riso è una decisione incomprensibile e in aperto contrasto con le esigenze del settore in Italia e a livello europeo", dice il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Tale esclusione, continua Giansanti, "è stata motivata con la clausola di salvaguardia già in vigore che, però, si applica solo alle importazioni di riso Indica lavorato dalla Cambogia. E' inaccettabile fare riferimento a questioni di carattere economico, quando è in discussione il mancato rispetto dei diritti umani e del lavoro". 

Confagricoltura ricorda che la clausola di salvaguardia è stata varata dalla Commissione europea nel gennaio 2019 per un periodo di tre anni, allo scopo di arginare un flusso di importazioni di riso asiatico progressivamente aumentate fino ad incidere per oltre il 30% sul totale dell'import della Ue. Il risultato è stato un crollo dei prezzi, fino al 40%, pagati ai risicoltori negli Stati membri. La clausola, pero', è stata attivata solo sulla qualità Indica e non sulla Japonica, il cui import è aumentato vertiginosamente negli ultimi mesi. 

"Prendiamo atto che la Commissione europea non ha dato seguito alle richieste formulate in modo compatto, senza distinzioni, dal governo italiano, dalle regioni più interessate alla risicoltura e dalle organizzazioni agricole", ha detto Giansanti. Il provvedimento della Commissione Ue passerà ora al Parlamento europeo e al Consiglio degli Stati membri prima dell'effettiva attuazione. ''Ci auguriamo, a questo punto - ha concluso il presidente - che prosegua il gioco di squadra in seno alle due istituzioni a tutela dei nostri risicoltori. Assicuriamo fin d'ora il pieno supporto della Confagricoltura".

Confagricoltura ricorda, infine, che la proposta della Commissione riguardante il parziale ripristino dei dazi sulle importazioni dalla Cambogia, ha coinciso con il via libera del Parlamento europeo al nuovo accordo commerciale tra Ue e Vietnam, che prevede l'importazione a dazio zero sul mercato europeo di 80 mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico.

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