“La sugar tax funziona, imprese riducono zuccheri nelle bevande”

Uno studio fornisce “prove attendibili” che la misura dà risultati incoraggianti nell’ottica della prevenzione degli ingredienti nocivi nelle bibite

I produttori di bevande analcoliche nel Regno Unito hanno abbassato i livelli di zucchero nelle loro bevande dopo che il Governo ha introdotto una sugar tax. La decisione di Londra era stata presa nell'aprile 2018 per il contrasto dell'obesità infantile e delle patologie correlate quali il diabete e le malattie cardiache. L’effettiva riduzione dello zucchero nelle bevande è quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori di diverse università del Regno Unito. Gli studiosi hanno  rilevato che i cambiamenti nella formulazione delle bevande indotti dalla sugar tax sono stati “molto più grandi” di quelli realizzati da iniziative volontarie del settore.

Le tasse sulle bevande zuccherate sono state indicate come misura chiave dall'Organizzazione mondiale della sanità per affrontare una serie di rischi di salute. Tuttavia, l'industria ha criticato questa posizione in passato per la mancanza di prove concrete che la tassazione sia un intervento efficace.

"Il prelievo fiscale è una politica importante in quanto riduce il livello di zucchero di molte bevande e, al contempo, aumenta i prezzi delle bevande a elevato contenuto di zucchero, aiutando il pubblico a fare scelte più sane”, ha detto il professor Peter Scarborough dell’Università di Oxford.

I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte delle imprese hanno cambiato la formulazione delle bevande prima che entrasse in vigore la tassa. Mentre quando è stato annunciato i piano oltre il 50% delle bibite zuccherate rischiava di incorrere nella tassa, quando quest’ultima è entrata in vigore tale percentuale si era ridotta al 15%. Nei primi 100 giorni dalla data di attuazione (6 aprile 2018), altre imprese hanno modificato la lista di ingredienti per evitare la tassa.

Lo studio, conclude Scarborough, fornisce "solide prove del fatto che le tasse possono essere utilizzate per migliorare la salubrità degli alimenti e che hanno un'influenza maggiore sull'industria alimentare rispetto alle misure volontarie".

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