Il lockdown ha fatto bene alle foche: popolazione in Germania e Olanda in crescita del 17%

L'aumento nel numero di esemplari è stato quasi il doppi della media. Secondo gli esperti potrebbe essere dovuto al fatto che gli animali hanno approfittato dell'assenza dell'uomo per riprodursi con più tranquillità sulle spiagge deserte

Foche su una spiaggia - Foto archivio Ansa a scopo illustrativo EPA/NIC BOTHMA

Il lockdown deciso in diverse parti del mondo per fermare la diffusione del coronavirus, è stato una benedizione per diverse specie animali, sia terrestri che marine, che hanno potuto riappropriarsi di alcuni angoli del pianeta, solitamente dominate dagli esseri umani, e tornare a prosperare.

Foche grige

Tra queste ci sono anche le foche grige europee che negli ultimi messi si sono riprodotte in maniera più massiccia sulle coste di Germania e Olanda e la cui popolazione è cresciuta del 17% rispetto allo scorso anno. La crescita nel numero di esemplari, secondo gli esperti, sarebbe anche merito della quarantena perché questa ha lasciato le spiagge libere dai turisti e visitatori, consentendo agli animali di riprodursi con più tranquillità. Nei tre mesi da maggio a marzo nel mare dei Wadden, che si estende da Den Helder nei Paesi Bassi a Esbjerg in Danimarca, sono state segnalati 7.649 esemplari, secondo i dati del Common Wadden Sea Secratariat (Cwss).

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Sparite nel secolo scorso

La notizia è ancora più positiva perché segna il culmine di una tendenza al rialzo che dura ormai da oltre un decennio. Dal 2008, quando sono iniziate le rilevazioni, la popolazione di foche grige ha registrato un aumento medio del 9% ogni anno. Ciò significa che negli ultimi 12 anni è triplicato il numero di questi animali in quest'area, dove secoli fa questi mammiferi marini si erano estinti in a causa della caccia eccessiva, finché negli anni '50 del secolo scorso capi provenienti dall'Inghilterra hanno ricolonizzato progressivamente le coste di Olanda e Germania.

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