Allarme Ue, per salvare la sostenibilità del Mediterraneo serve uno "sforzo vigoroso"

La Commissione lamenta che "la maggior parte degli stock è ancora sovrasfruttata". Le cose vanno meglio invece nell'Atlantico nord-orientale grazie a una gestione della pesca più attenta

Gli Stati europei devono fare uno “sforzo vigoroso” se vogliono salvare la sostenibilità della pesca nel Mediterraneo, i cui stock ittici sono in forte diminuzione a causa della pesca eccessiva. Lo afferma il report della Commissione “Towards more sustainable fishing in the EU: state of play and orientations for 2021”, in cui si fa un bilancio della situazione dei mari europei.

Bene nell'Atlantico

Il dato positivo è che la comunicazione mostra che la pesca nell'Atlantico nord-orientale è diventata costantemente più sostenibile, dando luogo a uno stock più abbondante. Le prestazioni economiche delle flotte dell'Ue hanno continuato a essere molto buone, con un utile netto di circa 1,4 miliardi di euro e un margine di profitto netto medio del 18% nel 2018. Anche gli stipendi dei pescatori hanno continuato ad aumentare. “La gestione della pesca nell'Ue ci ha portato buone notizie: ora abbiamo il 50% in più di pesce nei mari del Nord Est Atlantico rispetto al 2003”, ha esultato il commissario ai Mari e alla pesca Virginijus Sinkevičius.

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Rischi per il Mediterraneo

Per il Mediterraneo e il Mar Nero non si deve invece abbassare la guardia e servono “vigorosi sforzi di conservazione”, in quanto “la maggior parte degli stock è ancora sovrasfruttata”. Per la Commissione ciò è dovuto in gran parte alla natura multispecie della pesca, al fatto che diversi stock ittici sono condivisi con Paesi terzi, tipo quelli dell'Africa Settentrionale, e al basso numero di stock ittici valutati annualmente da organismi scientifici.

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