Più attenti e informati sul cibo: come il coronavirus ha cambiato la spesa degli italiani

E' quanto emerge dall'indagine condotta dall'istituto Demopolis per Citynews. Durante la pandemia, è aumentata di circa il 10% la percentuale di coloro interessati alla qualità e alla provenienza dei prodotti alimentari

Più informati e attenti alla qualità del cibo, in particolare alla provenienza geografica. La pandemia di Covid-19 non ha cambiato le abitudini alimentari degli italiani a tavola, ma semmai ha aumentato il loro bisogno di informarsi su quello che mangiano. Lo rivela un'indagine Demopolis per il Gruppo editoriale Citynews nell'ambito del progetto AgriFoodToday Multimedia, co-finanziato dall'Unione europea. L'indagine, condotta su un campione di 3.000 intervistati, nasce con l'obiettivo di verificare i livelli di conoscenza e le sensibilità dei consumatori italiani in merito alle peculiarità e agli obiettivi della Pac, compresi i temi connessi della sostenibilità ambientale, delle produzioni agroalimentari nell’economia europea, e l’attenzione dei consumatori alle produzioni e alle scelte alimentari di qualità. 

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La stessa indagine era stata condotta nel novembre del 2019, molto prima dello scoppio della pandemia. E rispetto ad allora è cresciuta in modo esponenziale la fruizione dei media: fra marzo e maggio, gli italiani hanno seguito con maggiore interesse e continuità la Tv e l’informazione online, ed hanno approfondito numerose tematiche connesse alla salute, non ultime l’alimentazione e la salubrità degli alimenti. Il livello informativo dei cittadini in materia alimentare risulta oggi maggioritario: poco meno di un quinto dichiara di saperne molto; un ulteriore 52% si definisce abbastanza informato. E si tratta di un dato migliorato nell’ultimo semestre, con un trend di crescita di 8 punti percentuali. Parimenti, l’interesse in tema di alimentazione e qualità del cibo è radicato ed accresciuto: raggiunge oggi l’86% di citazioni, mentre in novembre si assestava all’80%. Il 35% degli intervistati si dichiara molto interessato alle tematiche della qualità alimentare; un ulteriore 51% è oggi abbastanza interessato.

Gli Italiani e la scelta dei prodotti agroalimentari

In Italia, l’attenzione al portafoglio agisce prepotentemente come variabile di composizione del paniere familiare per la tavola; tuttavia si impongono elementi di valutazione “valoriali” quali provenienza geografica e gusto degli alimenti, che si dimostrano più attivi nell’inedita temperie del Covid-19. Secondo l’indagine nella scelta degli alimenti per la famiglia, l’urgenza di risparmiare continua a pesare fra le motivazioni d’acquisto dei consumatori: il 65% dichiara di essere influenzato dal costo dei prodotti e dalle promozioni. Ma in pari misura, come variabile di scelta, si impone anche l’attenzione alla provenienza geografica: con un trend di continua crescita, è dichiarata oggi dal 64%. Inoltre, la scelta degli alimenti è di certo una questione di gusto: il 57% della popolazione seleziona i prodotti per la tavola valutandone il sapore. Nelle settimane delle misure di contenimento del coronavirus, in cui le dinamiche di selezione dei cibi per la tavola si sono dilatate e gli italiani hanno prestato più tempo ed attenzione facendo la spesa, l’abitudine (44%) e la notorietà della marca (40%) si rivelano meno dirimenti nella graduatoria delle variabili di composizione del paniere familiare.

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Anche a seguito delle insicurezze inoculate dalla pandemia, a fronte di enormi mercati in cui orbitano i cibi e di cui non percepisce confini che lo possano rassicurare, il cittadino riconosce il valore della provenienza delle merci, e si fida prioritariamente del made in Italy. Secondo i dati rilevati da Demopolis, l’81% degli intervistati dichiara di fidarsi innanzi tutto dei cibi prodotti in Italia, ma anche di quelli regionali e locali (58%). L’affidabilità dei cibi prodotti in altri Paesi dell’Ue viene dichiarata dal 23%. Appena in 2% esprime fiducia verso l’import extra europeo. Inoltre, si rivela elevatissima la convinzione che sia importante acquistare prodotti Made in Italy per sostenere l’economia nazionale in questa fase di emergenza legata al Covid-19: molto per il 73%; abbastanza importante per un ulteriore 15%.

Sicurezza alimentare, agricoltura e cambiamento climatico

La sicurezza dei cibi quotidianamente consumati non può prescindere dalla protezione dell’ambiente: i risultati dell’indagine Demopolis individuano con nettezza questa convinzione in seno all’opinione pubblica italiana. Il dato emerge da numerosi indici di preoccupazione rintracciabili fra i cittadini in tema di sicurezza degli alimenti in commercio e di pericoli connessi all’impiego di tecnologie massive in agricoltura e nell’allevamento.
Resta molto elevata la percezione dei rischi legati alla sicurezza dei prodotti agroalimentari: l’85% degli intervistati esprime preoccupazioni sui criteri odierni di coltivazione ed allevamento degli animali. Inoltre, il 90% degli italiani ritiene importante il ruolo dell’agricoltura per la tutela della salute umana e dell’ambiente, valutandone le fittissime connessioni e con un trend in crescita di 5 punti percentuali nell’ultimo semestre. 
Per il 58% dei cittadini intervistati dall’Istituto Demopolis, inoltre, l’agricoltura subisce gli effetti del cambiamento climatico. Il 27% auspica invece che contribuisca a mitigarli.

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