L’Europa invasa dall’olio usato (in gran parte di palma) asiatico, con cui produciamo biodiesel

Aumenta il grasso vegetale trasformato in carburante sostenibile nell'Ue, ma affiorano dubbi sulla provenienza della materia prima. Anziché scarti di cucina potrebbe trattarsi di prodotti per niente eco-compatibili

Foto Ansa

Nel 2019, oltre la metà dell'olio da cucina esausto riutilizzato in Europa per produrre biodiesel è stato importato da Paesi extra Ue. È quanto afferma il nuovo rapporto di Transport & Environment, organizzazione attiva sui temi della mobilità sostenibile. Gli scarti da cucina provenienti dall’Asia sono 1,5 milioni di tonnellate su un totale di 2,8 milioni di tonnellate di grasso vegetale riconvertito in combustibile. La quota maggiore proviene dalla Cina (34%) e circa il 20% proviene dalla Malesia e dall'Indonesia, i maggiori produttori mondiali di olio di palma.

I sospetti

Il rapporto precisa inoltre che nell’Ue la produzione di biocarburante ottenuto dall’olio usato è cresciuta anche nel 2019, con un incremento di materia prima da 2,6 milioni di tonnellate nel 2018 a 2,8 nel 2019. Numeri che dovrebbero far ben sperare per il contributo alla decarbonizzazione dell'Unione europea, che spera di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ma l'anno scorso, il Regno Unito e i Paesi Bassi hanno avviato indagini su società che avrebbero venduto come olio usato un prodotto contenente olio di palma e in contrasto con i principi di sostenibilità promossi dalla filiera del grasso vegetale.

Le regole vigenti

Le normative europee non fanno distinzioni tra oli raccolti a livello nazionale e quelli importati da Paesi terzi. I sospetti sull’olio di palma spacciato per grasso usato in cucina viene avanzato soprattutto con riferimento ai grandi quantitativi provenienti da Indonesia e Malesia, rispettivamente primo e secondo produttore mondiale di olio di palma.

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L'allarme

“A causa dei casi sospetti di frode è importante monitorare attentamente queste importazioni lungo la catena di approvvigionamento per garantire che l’olio usato sia effettivamente tale”, ha dichiarato Cristina Mestre, responsabile in materia di biocarburanti per Transport & Environment, in una intervista alla testata bruxellese Euractiv. La Mestre ritiene particolarmente importante monitorare le filiere del grasso vegetale laddove “lo spostamento di questo uso potrebbe portare alla deforestazione e al drenaggio delle zone umide”. Un allarme condiviso da altri gruppi ambientalisti. 

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