Italiani attenti alla provenienza del cibo? Solo 1 su 3 controlla l'etichetta

E' quanto emerge da una indagine Demopolis-Citynews. Più attenzione viene posta sul costo dei prodotti, meglio ancora se in promozione o in offerta. E il 78% dichiara di preferire il made in Italy

In queste settimane a Bruxelles si sta conducendo una grande battaglia sulle etichette dei prodotti agroalimentari. Da un lato, c'è chi spinge per imporre a livello Ue una etichetta a semaforo sugli alimenti, con bollini rossi, gialli o verdi a seconda se il cibo è considerato più o meno sano. E dall'altro c'è la campagna di alcuni Paesi, tra cui l'Italia, per aumentare la trasparenza sulla provenienza dei prodotti. Per l'agrifood italiano, quest'ultima misura favorirebbe gli alimenti made in Italy, poiché i nostri consumatori sono considerati più attenti alla prossimità del prodotto che acquistano. Vero, ma non verissimo, secondo quanto rivela un'indagine condotta dall'Istituto Demopolis per AgriFoodToday-Citynews: stando ai dati del sondaggio, infatti, solo 1 italiano su 3 dichiara di controllare la provenienza di tutti i prodotti che acquista.

Il made in Italy

Per la precisione, la quota è del 37%. Un dato che in qualche modo contrasta con la preferenza che, invece, gli italiani dichiarano di avere sui prodotti: i nostri cittadini dicono di fidarsi in prima istanza del made in Italy (78%), ma anche dei prodotti regionali e locali (60%). L’affidabilità dei cibi prodotti in altri Paesi dell’Ue viene dichiarata da un quarto degli intervistati, con un dato che cresce fra i più giovani. Mentre scarsa è la fiducia per i prodotti extra-Ue. Ma un conto è la preferenza di base, un altro è poi fare in modo che gli acquisti siano in linea con essa. Se quasi due terzi sono poco attenti alla provenienza, un ulteriore 45% effettua verifiche solo su specifici alimenti. Complessivamente, l’attenzione all’origine degli alimenti cresce proporzionalmente al crescere dell’età, così come la valutazione di affidabilità dei prodotti locali.

Offerte e promozioni

Più attenzione, semmai, viene posta sul prezzo. Secondo l'indagine, oltre 7 italiani su 10 dichiarano di essere influenzati – nella scelta degli alimenti per la famiglia – dal costo dei prodotti e dalle promozioni. Nella graduatoria delle variabili di scelta degli alimenti, incidono anche la notorietà della marca (51%) e l’abitudine (43%), entrambe dimensioni di rassicurazione sulla qualità dei prodotti. Proprio in quest’ottica, iniziano anche ad affermarsi le certificazioni di qualità, che incidono come dimensioni di scelta per il 40% degli intervistati. Meno diffuse si rivelano le “variabili salutiste” nella composizione del paniere familiare.

Informazione e interesse per la qualità del cibo

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Il livello informativo dei cittadini in materia alimentare risulta maggioritario ma ancora da far maturare: poco meno di 4 su 10 ammettono di saperne poco. Ma l’interesse in tema di alimentazione e qualità del cibo è diffusissimo: è dichiarato da 8 italiani su 10. Anche le produzioni a marchio certificato crescono in termini di notorietà e posizionamento. Il 58% dichiara di conoscerle nelle grandi linee. Un ulteriore 32% ne ha almeno sentito parlare. Inoltre, l’88% dei cittadini intervistati da Demopolis sostiene che oggi bisognerebbe puntare maggiormente sulla tutela e sulla promozione delle produzioni locali agricole di qualità.

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