Trovata l'intesa a Bruxelles, la nuova Pac slitta al 2023

L'accordo è ancora provvisorio e mancano i dettagli sul bilancio ma ottiene il plauso delle associazioni di categoria. Confagri: "Decisione positiva, agricoltori hanno bisogno di chiarezza"

Si allungano i tempi per l'avvio della nuova Politica agricola comune, con l'Unione europea che si è presa altri due anni per definirne i dettagli, una notizia accolta con grande favore dalle associazioni di categoria finora critiche con la bozza in discussione. La nuova Pac, inizialmente prevista per il 2021, arriverà non prima del 2023in seguito a un'intesa raggiunta dalla presidenza croata dell'Ue e dall'Europarlamento sul regolamento transitorio.

Accordo provvisorio

Il testo dell'accordo è tuttavia ancora provvisorio: prevede di prolungare fino al 31 dicembre 2022 le regole attuali, durata su cui la Commissione ha tuttora molti dubbi, e mancano i dettagli sul bilancio, che potranno essere inseriti solo dopo la definizione del budget pluriennale dell'Ue. In attesa che i leader europei facciano la loro parte per arrivare a varare il nuovo bilancio pluriennale 2021-27, il testo prevede di prolungare fino a due anni gli attuali regolamenti secondo il principio "vecchie regole, nuovo bilancio". La Commissione avrebbe voluto un anno di transizione, con la nuova Pac in vigore al più tardi il primo gennaio 2022. Ma per i Paesi Ue, che secondo la riforma dovranno avere più poteri , ma anche più oneri amministrativi rispetto a oggi - il periodo di transizione proposto era troppo breve.

Questioni di bilancio

Per l'Europarlamento il processo di riforma è tuttora pesantemente condizionato dai ritardi nel negoziato sul bilancio 2021-27, in cui la fetta della Pac sarà pari a poco meno di un terzo del valore complessivo, oggi indicato in 1100 miliardi di euro per l'intero periodo. Alla fine Pe e Consiglio hanno trovato una 'intesa comune' su un periodo transitorio più lungo anche se, a quanto si apprende, l'Esecutivo Ue non ha ancora sciolto la riserva. Ci sono anche piccole modifiche tecniche, come quella che consente ai Paesi di abbassare dal 30 al 20% del reddito perduto la soglia per l'attivazione degli strumenti mutualistici per compensare i danni economici causati da clima estremo e malattie delle piante o degli animali.

Dare certezze agli agricoltori

Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione agricoltura del Parlamento europeo, ha detto che l'accordo permette “di dare certezze ai nostri agricoltori e alle nostre aree rurali''. Secondo l'eurodeputato del Pd “il periodo transitorio di due anni ci permetterà anche di completare diversi programmi operativi di sostegno, quali l'apicoltura, l'olio d'oliva e la viticoltura, così come rafforzare le misure di gestione del rischio, abbassando dal 30 al 20% le soglie minime di perdita per l'attivazione dei fondi mutualistici contro le avversità climatiche e dello strumento di stabilizzazione del reddito aziendale''.

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Confagri: "Intesa positiva"

Per la Confagricoltura si tratta di "un'intesa positiva perché assicura un quadro di riferimento stabile per le scelte d'impresa, mai come in questo momento gli agricoltori hanno bisogno di chiarezza". Il presidente dell'organizzazione, Massimiliano Giansanti, ha sottolineato che così "viene garantita la base legale per l'erogazione dei pagamenti diretti agli agricoltori nel prossimo biennio" e si avrà il tempo "per discutere sull'efficacia della proposta di riforma rispetto alle prospettive nuove determinate dall'emergenza Coronavirus".

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