Il piano di Bellanova per i braccianti immigrati: 600mila regolarizzazioni per decreto

La ministra dell'Agricoltura starebbe pensando a una sanatoria con permessi di soggiorno temporanei di sei mesi rinnovabili per altri sei mesi per fare uscire questi lavoratori dal sommerso

Foto Ansa

Con la pandemia di coronavirus che continua a impedire il movimento dei lavoratori stagionali i campi italiani hanno più che mai bisogno di braccianti. Allo stesso tempo però il nostro Paese non può più permettere che vengano utilizzati immigrati irregolari da sfruttare, è arrivato il momento di agire, e bisogna farlo in fretta.

Il piano di Bellanova

Per questo la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, starebbe pensando a una regolarizzazione per decreto per 600mila lavoratori. “Braccianti irregolari che lavorano nei nostri campi. Donne che stanno nelle nostre famiglie come badanti e sono in nero. Chiedo che siano regolarizzati subito con permessi di soggiorno temporanei di sei mesi rinnovabili per altri sei mesi”, avrebbe detto secondo la ricostruzione di Repubblica. La ministra renziana avrebbe posto l’aut aut nell’ultimo incontro tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione dei partiti, e pensa di poter contare sull'appoggio della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese nelle cui mani per competenza sono le misure sulla regolarizzazione dei migranti. Ma Bellanova punta anche all'avallo della ministra del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo. La sanatoria, che punta a far emergere il lavoro nero degli immigrati, dovrebbe riguardare circa 600mila irregolari attraverso un provvedimento ad hoc, ma l'alternativa potrebbe essere inserire l'intervento nel decreto di maggio, il decreto Cura Italia bis.

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Lo sfruttamento nei campi

Proprio sabato scorso sono stati arrestati nel foggiano tre imprenditori foggiani e un cittadino del Gambia in un blitz anticaporalato. Secondo l'accusa i quattro indagati avrebbero arruolato arruolato in prevalenza lavoratori nord africani e indiani reclutandoli prevalentemente nei ghetti della provincia, e costringendoli a lavorare nei campi percependo una paga che oscillava dai 3 euro e 50 centesimi ai 6 euro all'ora. Il decreto voluto da Bellanova punta proprio a evitare che si creino situazioni del genere e a creare una situazione in cui dovrebbe essere sempre più difficile per gli imprenditori agricoli preferire la manodopera a basso costo a quella regolare, straniera o nazionale.

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