Per il coronavirus un milione di britannici hanno smesso di fumare

Secondo una ricerca la pandemia ha convinto una grossa fetta di popolazione ad abbandonare le sigarette. Il Segretario di Stato alla Salute vorrebbe un Regno Unito “smoke-free” entro il 2030

A quanto pare il coronavirus ha anche avuto dei risvolti positivo. Nel Regno Unito più di un milione di persone avrebbero smesso di fumare dall'inizio dell'epidemia di Covid-19, preoccupati per le conseguenze sulla propria salute, collegate alla malattia che colpisce proprio i polmoni.

La ricerca

Lo rivela una ricerca condotta su un campione di 10mila persone dall'organizzazione Action on Smoking and Health secondo cui il 41 per cento di coloro che hanno abbandonato le sigarette negli ultimi 4 mesi spiega che la decisione è stata presa come risposta diretta al rischio di contrarre la polmonite interstiziale. Hanno inciso sulla scelta anche la maggiore difficoltà a reperire sigarette durante il lockdown e la mancanza di socialità a cui di solito si associa invece la sigaretta. A smettere secondo i calcoli sarebbero state 400mila persone di età compresa tra 16 e 29 anni, altre 400mila tra 30 e 49 anni e 240mila di età superiore ai 50 anni.

Futuro smoke-free

Il Segretario di Stato alla Salute, Matt Hancock, ha affermato che l'obiettivo del Paese è di diventare “smoke-free” entro il 2030 e proprio la settimana scorsa il Ceo di Philip Morris, André Calantzopoulos, aveva affermato che un futuro senza le sigarette tradizionali, ma magari soltanto con quelle elettroniche o quelle a tabacco riscaldato come l'Iqos, potrebbe essere possibile in 10 o 15 anni.

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Calo anche in Italia

Dati simili a quelli britannici sono stati rilasciati a fine maggio dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui durante il periodo dell’emergenza coronavirus ci sarebbe stata una diminuzione dei fumatori di 1,4 punti percentuali, dal 23,3% al 21,9%, che corrisponde ad una stima di circa 630 mila fumatori in meno, di cui circa 334 mila uomini e 295 mila donne. Parallelamente nello stesso periodo ci sono stati 436mila svapatori in più, con gli utilizzatori di sigaretta elettronica prima del lockdown che erano l'8,1%, e la percentuale è salita al 9,1%. I consumatori di prodotti a tabacco riscaldato erano il 4,1% degli italiani, ovvero circa 1.787.600 persone, e sono saliti al 4,4% con un incremento pari a circa 130.800 persone.

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